Ma... te l' abbiamo chiesto?

La nostra Via del Sale...

 

VIA DEL SALE

 

Introduzione

Il nome rievoca quelle che in antichita’ furono le uniche vie di transito per i commerci di sale e acciughe tra le terre di mare e il basso Piemonte utilizzate dai Saraceni.

Si tratta in realta’ di un percorso entusiasmante per chi ama la moto da enduro, sia per la bellezza dei paesaggi collinari e alpini che caratterizzano il percorso e sia per la varieta’ del percorso “fuoristradistico” con lunghi sterrati in alta quota, tratti in sottobosco e qualche mulattiera.

Un itinerario lungo piu’ di 500 chilometri tra andata e ritorno (compresi i tratti obbligatori di asfalto) a cavallo tra l’Appennino Ligure e quello Francese e che dalle colline pinerolesi conduce sino al primo entroterra della Riviera dei Fiori.

Attrazione unica

Non si tratta di un’impresa per esperti enduristi o ex motocrossisti ne’ una sfida agonistica da vivere con il cronometro in mano.

La Via del Sale e’ vivere due/tre giorni la passione per la moto da enduro, lungo paesaggi da sogno, insieme agli amici “giusti” che condividono con te un po’ di voglia di avventura.

Ormai dopo diversi anni si puo’ dire che sia diventata un’attrazione quasi irresistibile seppur molto faticosa per coloro come noi che fanno enduro 3 giorni all’anno.

Recentemente si e’ anche aggiunta la possibilita’ di noleggiare le moto (www.sudestraid.com); un’opzione interessante per avere a disposizione sempre mezzi competitivi e affidabili.

Percorso

Il percorso si snoda lungo una serie di valli nelle Alpi Cozie e Marittime, scollinando anche sul versante francese nella zona della Valle delle Meraviglie.

Ogni anno ci siamo dati l’obiettivo di trovare almeno una variante al percorso, mettendo in conto chilometri aggiuntivi ma allo stesso tempo soddisfando la voglia di conoscere nuovi sterrati e luoghi da attraversare.

 

1° giorno

Si parte con un trasferimento stradale da Pinerolo a Torre Pellice. Da qui inizia il primo bellissimo sterrato che sale al Pian Pra’, percorso molto veloce...

qualche volta un po' troppo...

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Da Rora’ si continua a salire verso l’ex Rifugio Valanza     (www.peveradasnc.it/mtb/percorsi/valanza.htm) utilizzando in parte gli sterrati predisposti per lo sfruttamento delle cave di pietra molto numerose nella zona.

 

Ridiscesi di quota si procede verso il Rucas sopra Montoso    sempre attraverso ampi sterrati toccando le numerose ampie cave di pietra di Luserna, molto famose in tutto il territorio piemontese.
Dal Rucas inizia un lungo tratto di sterrato in una zona prevalentemente boschiva lungo la valle dell’Infernetto e poi nella zona sopra Paesana che si raggiunge dopo un breve tratto di asfalto in discesa.
Da qui si fa sempre piu’ imponente la sagoma del Monviso, un triangolo perfetto che occupa l’orizzonte, a cui l’uomo delle pianure si e’ sempre sentito legato” (Marco Albino Ferrari - Meridiani n. 23).

Paesana-Sanfront su asfalto precede, dopo la tappa rituale al bar di fianco alla stazione di servizio, la salita al colle di Gilba, impegnativo sterrato/mulattiera dal fondo pietroso. Dall’ampio
 colle di Gilba  splendida vista sul Monviso e verso la Val Varaita. La discesa successiva attraversa alcune borgate  per poi scendere in mezzo ai boschi sopra Frassino e raggiungere il fondovalle della Val Varaita. Dopo l’abitato di Melle si imbocca la lunga salita in asfalto che porta al santuario di Valmala.
Da qui, dopo la sosta alla bella fontana in cima al colle, inizia uno dei tratti piu’ caratteristici della Via. Si tratta di un lungo sterrato impegnativo che fa da spartiacque tra la Val Varaita e la Val Maira e che, dopo aver superato 3 colli, consente di raggiungere il colle di Sampeyre.

Da qui inizia la discesa su asfalto verso Prazzo attraversando la stupenda frazione di Elva e successivamente il caratteristico e selvaggio orrido di Elva.

A Prazzo sosta per benzina e ultimo tratto in salita verso il primo abituale posto tappa presso la casa di montagna dell’amico Giorgio (zona Marmora, frazione Tolosano)

   

 

2° giorno

Il secondo giorno inizia con la discesa verso Prazzo da cui inizia un altro tratto sterrato molto godibile che scollina sulla colletta di Canosio.

Da qui inizia la salita in asfalto fino al colle del Preit dove si apre una delle zone paesaggisticamente piu’ belle, con cime simili a quelle Dolomitiche, 
e strade sterrate militari in alta quota al cospetto di Rocca la Meja. Si raggiunge il colle di Valcavera a 2.416 metri ancora rapiti dal panorama per poi buttarsi lungo un tratto di strada asfaltata lungo il vallone dell’Arma lasciandoci alle spalle la Val Grana sempre in ambiente montano molto caratteristico.

Prima di raggiungere Demonte si devia sul percorso in zona S. Giacomo per lasciare l’asfalto e coprire gli ultimi chilometri su sterrato in sottobosco.

Da Demonte il percorso negli anni passati prevedeva un lungo tratto di collegamento su asfalto per raggiungere Limone Piemonte.

Da alcuni anni abbiamo invece scoperto un paio di varianti interessanti. La prima sale da Demonte in zona Bergemoletto andando a collegarsi su sterrato dopo un lungo traverso alla strada asfaltata che sale alla Madonna del Colletto. Da qui discesa ripida su asfalto verso Valdieri (valle Gesso) e poi inizio della seconda variante lungo la valle di Roaschia con scollinamento in zona Colla Goderie e arrivo su sterrato a Vernante.

Da Vernante si prosegue su asfalto superando Limone Piemonte e raggiungendo il colle di Tenda. Si entra quindi in territorio francese proseguendo sulla sterrata militare che si mantiene in quota attraversando il vallon de Caramagne per addentrarsi nella valle delle Meraviglie.

Il percorso si snoda lungo paesaggi incantevoli nella valle di Casterino. Raggiunto il colle in prossimita’ della cima de Prai, si incomincia la discesa in un bel bosco e si raggiunge Tenda dopo l’ultimo tratto asfaltato piuttosto stretto.

Da Tenda si raggiunge in discesa S. Dalmas de Tende e qui si devia verso La Brigue dove inizia la salita lungo il vallon du Ru Sec. Su sterrato ampio e polveroso si guadagna la C.me du Pinet e successivamente su tratto sterrato molto veloce ma divertente si raggiunge il colle in prossimita’ del monte Collardente da cui si apprezza una notevole vista sulle Alpi Marittime.

Rientrati in territorio italiano si affronta uno sterrato veloce ma pietroso, dapprima in quota lungo il confine e poi in discesa raggiungendo infine il colle Melosa dopo alcuni passaggi panoramici con vista sul lago Tenarda.

Dal colle Melosa ci aspetta l’ultimo tratto su asfalto che porta a Colla Langan dove al bivio si scende sulla destra per alcuni chilometri raggiungendo il posto tappa “Il Rifugio”,  posto in zona molto panoramica con vista sull’entroterra ligure di ponente e sul mare.

Un eventuale opzione alternativa, utilizzata spesso negli anni passati, puo’ essere quella di proseguire in discesa su strada asfaltata verso Pigna, Isolabona e infine all’Hotel Lago Bin vicino a Rocchetta Nervina.

 

3° giorno

Ripreso il colle a Colla Langan si scende verso Molini di Triora  e da qui si riprende a salire sempre su asfalto verso Triora, uno dei borghi piu’ belli d’Italia.

Variante 2009 alla Via del Sale 

Da Molini di Triora invece di salire a Triora si prosegue verso est in direzione Andagna e successivamente verso il Passo della Teglia con lunga salita su asfalto molto panoramica.
Dopo il passo si prosegue in discesa, inizialmente su asfalto. Al secondo bivio a sinistra inizia lo sterrato che si inerpica su per un bellissimo bosco per raggiungere il Passo di Mezzaluna. Sempre su sterrato, in parte sconnesso, si prosegue verso il Passo Pian del Latte e in seguito si raggiunge il Colle del Garezzo.
Svoltando verso sinistra e proseguendo sullo sterrato si raggiunge il Passo della Guardia da cui prosegue il percorso tradizionale.

 

La strada, dapprima su asfalto e poi finalmente su sterrato veloce, raggiunge il passo della Guardia. Da qui si prosegue in costa verso il passo di Collardente, attraversando una bella zona caratterizzata dalla galleria di Collardente, 450 metri di buio totale.

Dal colle inizia uno dei tratti enduristici piu’ esaltanti con la salita al Passo del Tanarello dove si gode di un panorama eccelso. Con breve digressione si puo’ raggiungere la statua del “Redentore” posta in prossimita’ del monte Saccarello.

Inizia da questo punto un lungo tratto sterrato a mezza costa che permette di raggiungere  la zona prospiciente la Punta Marguareis.

Vista mozzafiato dopo il Colle delle Vecchie e inizio dell’ultimo lungo tratto su sterrato a tratti pietroso frequentato assiduamente anche dai fuoristrada.

Dopo lo scollinamento del Col della Boaria a 2.102 metri si rientra nella zona sopra Limone in prossimita’ del Colle di Tenda con vista dall’alto sugli impianti sciistici della zona.

Qui termina lo sterrato e inizia il lungo trasferimento in asfalto che ci condurra’ a Pinerolo attraversando Cuneo e Saluzzo consentendoci di chiudere l’anello della Via del Sale

 

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